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Cenni storici

Cipollicoltori di Cannara al mercato"Nello statuto comunale cannarese del XVI secolo leggiamo " (...) l’orto si intende quello in cui si coltivano ortaggi di ogni genere esclusi agli, cipolle [e] anice". Queste brevi righe ci suggeriscono che già nel Cinquecento le cipolle avevano assunto a Cannara uno status del tutto particolare rispetto agli altri ortaggi dal momento che, essendo escluse dalla produzione ortiva, erano probabilmente coltivate su specifiche e più grandi porzioni di suolo.

I primi riferimenti storici certi sulla coltivazione delle cipolle a Cannara si trovano in “Notizie di cinque comuni dell’Umbria raccolte ed offerte da Giuseppe Bianconi” del 1863 dove si legge che l’agricoltura locale produceva vino, canapa, grano e cipolle, sovrabbondante rispetto al consumo della popolazione. Nella “Statistica medico-sociale di Cannara” di Enrico Galletti, del 1879, la coltura della cipolla a Cannara viene definita “quasi eccezionale, in confronto ad altri comuni circonvicini”.

Qualche anno più tardi, nel 1882, Giulio Baldaccini ne parlerà come di una “coltivazione speciale”, poiché si richiede l’uso della vanga, un’attenta concimazione, il trapianto dal semenzaio alla dimora e terreni adatti all’irrigazione È evidente quindi come la coltivazione delle cipolle non abbia mai smesso di improntare la campagna cannarese, diventando non solo un fattore di identificazione culturale ma anche una vantaggiosa attività per gli addetti al settore. Così il Mancini nel suo “L’Umbria economica ed industriale” del 1910 rileva che “Nei territori del Comune di Cannara si fa una coltivazione molto profittevole di cipolle per esportazione, come pure nel territorio limitrofo di Assisi si pratica tale coltura, utilizzando opportunamente le acque sorgenti dai terreni superiori (…)”.

Nel 1929 l’Istituto centrale di statistica del regno d’Italia calcola che le coltivazioni umbre di cipolla -ma in questi dati sono compresi anche gli agli- occupano una superficie totale di 30,9 ettari e che la produzione media nella provincia di Perugia è pari a 291,8 quintali per ettaro. Da sole le produzioni cannarese coprono il 32,4% delle superfici che nell’intera regione vengono destinate alle cipolle, e danno luogo ad una produzione media per ettaro di 307 quintali di gran lunga superiore alla media provinciale.

Nel 1986 si raggiunge l’apice con il 67,9% delle cipolle umbre prodotte a Cannara.

In passato si hanno notizie anche di come la cipolla di Cannara serviva nel territorio limitrofo a tingere le stoffe con tonalità giallo/arancio sfruttando la tunica più esterna del bulbo bollita in acqua e abbinata al sale o al bicarbonato di sodio come fissante." **

 

** Fonte:  Sara Mattonelli, La cipolla di Cannara. Studio di geografia agraria. Tesi di laurea redatta nell'anno 2005 - 2006. Università degli Studi di Perugia, Facoltà di Lettere e Filosofia.

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